''Natale pagano. Feste d'inverno nello Hindu Kush'' di Augusto Cacopardo
il volume, edito per i tipi di Sellerio, è stato
presentato presso la libreria Martelli di Firenze il 23 novembre 2010
Martedì
23 novembre Augusto Cacopardo presenta "Natale pagano. Feste
d’inverno nello Hindu Kush" alla Libreria Martelli, via martelli
22r, alle ore 18. Il libro è il frutto di una straordinaria ricerca
iniziata più di 30 anni fa fra i Kalasha, una piccola popolazione del
Pakistan che, oltre che per l’etnografia, presenta un interesse
particolare anche per la storia delle religioni e per gli studi di
indoeuropeistica. Essa ci offre infatti l'unico esempio oggi esistente di
religione praticata da un popolo di lingua indoeuropea che non si sia
lasciata assorbire da uno dei grandi sistemi religiosi storici –
Induismo, Buddismo, Zoroastrismo, Cristianesimo, Islam. Sono in tutto solo
poche migliaia e vivono tra i monti del nord-ovest del Pakistan lungo il
confine afghano ad altitudini che sfiorano i 2.000 metri.La ricerca sul campo si è focalizzata in particolare sul ciclo festivo invernale. Il grandioso complesso festivo del solstizio d’inverno – il Chaumos – costituisce il fulcro del sistema rituale Kalasha e racchiude in sé gli ideali a cui si ispira l’intera cultura. In secondo luogo – una prospettiva che abbiamo voluto esprimere con l’ossimoro che abbiamo scelto per titolo – può forse aiutarci a comprendere meglio dove affondino le radici pre-cristiane delle nostre “feste di dicembre”; è infatti opinione largamente condivisa che le festività cristiane incentrate sul Natale si siano sovrapposte a cicli festivi pagani – celtici, germanici, slavi, italici – che celebravano il solstizio d'inverno. Augusto Cacopardo ha condotto ricerche etnografiche nello Hindu Kush (Pakistan settentrionale) e in Sicilia. Si è interessato di antropologia politica, di antropologia economica e di antropologia simbolica. È attualmente impegnato nello studio dei rapporti tra ricerca etnografica e ricerca storica. Info: www.libreriamartelli.it |
Questo
libro è il frutto di una straordinaria ricerca iniziata più di 30 anni fa fra i
Kalasha, una piccola popolazione del Pakistan che, oltre che per l’etnografia,
presenta un interesse particolare anche per la storia delle religioni e per gli
studi di indoeuropeistica. Essa ci offre infatti l'unico esempio oggi esistente
di religione praticata da un popolo di lingua indoeuropea che non si sia
lasciata assorbire da uno dei grandi sistemi religiosi storici – Induismo,
Buddismo, Zoroastrismo, Cristianesimo, Islam. Sono in tutto solo poche migliaia
e vivono tra i monti del nord-ovest del Pakistan lungo il confine afghano ad
altitudini che sfiorano i 2.000 metri. La ricerca sul campo si è focalizzata in
particolare sul ciclo festivo invernale. Il grandioso complesso festivo del
solstizio d’inverno – il Chaumos – costituisce il fulcro del sistema rituale
Kalasha e racchiude in sé gli ideali a cui si ispira l’intera cultura. In
secondo luogo – una prospettiva che abbiamo voluto esprimere con l’ossimoro che
abbiamo scelto per titolo – può forse aiutarci a comprendere meglio dove
affondino le radici pre-cristiane delle nostre “feste di dicembre”; è infatti
opinione largamente condivisa che le festività cristiane incentrate sul Natale
si siano sovrapposte a cicli festivi pagani – celtici, germanici, slavi, italici
– che celebravano il solstizio d'inverno. “Le origini di questa ricerca –
racconta l’Autore – rimontano ormai a più di trent’anni fa quando, poco più che
ventenne, raggiunsi via terra il Pakistan nord-occidentale per la mia prima
ricerca sul campo fra i Kalasha.